…fino alla cybersexual addiction

Ripubblico un articolo in origini pubblicato per la rivista on-line “Lucidamente”, pubblicato su LM Extra N° 27 Gennaio 2012

Per chi volesse leggere l’ Articolo originale

Aspetti positivi (pochi) e negativi (molti) dell’eros via internet

Fin dalla sua comparsa Internet è stato uno dei mezzi che maggiormente ha influenzato la vita degli individui, sia in senso positivo che non. Dapprima era uno strumento utilizzato quasi esclusivamente da utenti con un’elevata conoscenza informatica, poi è divenuto sempre più popolare, anche vista la sua semplicità d’uso, tra utenti molto meno esperti.

L’irruzione che ha avuto Internet nella vita quotidiana della popolazioneè anche riscontrabile dai comportamenti che Internet ha modificato; non soltanto la possibilità di comunicare velocemente in maniera istantanea a opposti capi del pianeta, ma anche comportamenti che normalmente non si attuavano via computer, ora grazie a Internet sono possibili. La ricerca di informazioni, la lettura dei quotidiani, l’acquisto e la vendita di oggetti più disparati, la ricerca di consulti medici o legali. Oltre queste attività, Internet ha avuto anche un effetto di grandissima portata su comportamenti profondamente radicati nella storia dell’umanità, quali la ricerca di un partner e la sessualità. Anche in questa sfera della vita che Internet ha modificato, vi sono state trasformazioni sia in senso positivo che negativo. Internet va comunque considerato come un mezzo ed è l’utilizzo che se ne fa a dargli una connotazione di un certo tipo; per utilizzare una metafora, una lama può salvare una vita se data in mano a un chirurgo, o può toglierla se data in mano ad un assassino.

Molto spesso i mass media classici, quotidiani e tv, non trattano l’argomento se non quando esso è al centro di fatti di cronaca nera, sottolineando quindi gli aspetti negativi che ha Internet. Ma, come evidenziato in precedenza, Internet ha apportato anche delle modifiche positive – anche se non molte, per la verità. Tra gli aspetti positivi ci sono, ad esempio, la maggior possibilità di conoscere partner attraverso la rete, in particolar modo per utilizzatori timidi o che hanno maggiori difficoltà nel trovare partner off line, come utenti anziani rimasti soli.

Molto migliorate sono anche le caratteristiche di accesso a informazioni a contenuto sessuale, sia per adolescenti che per adulti, evitando il normale imbarazzo che si potrebbe provare nella stessa ricerca utilizzando forme più tradizionali, come le biblioteche o i consultori. Questo aspetto dovrebbe essere sfruttato per poter fornire una valida educazione sessuale a un ampio bacino di utenti, anche visti i risultati ottenuti in una ricerca statistica europea che ha messo in luce il fatto che gli adolescenti italiani hanno la peggiore educazione sessuale d’Europa. Molto spesso gli adolescenti tendono a ricorrere alla pornografia come fonte d’educazione sessuale, con le conseguenze di mettere in atto dei comportamenti sessuali non responsabili (l’esempio più rilevante è il mancato utilizzo del preservativo), appresi imitando i comportamenti visualizzati.

L’argomento sessualità è da sempre un tabù, ancor più nel contesto italiano, visto il suo percorso storico culturale. Nonostante – o forse proprio per questo – l’Italia è il terzo consumatore mondiale di pornografia via Internet, e sempre più utenti ricercano partner tramite la rete informatica. L’utilizzo di Internet per scopi sessuali non è un’esclusiva degli utenti di sesso maschile, come si potrebbe pensare in un primo momento, ma interessa anche le utilizzatrici di sesso femminile. Diverse sono le modalità di fruizione. Ad esempio, gli utilizzatori di sesso maschile sono più propensi a usare materiale dal contenuto sessuale sotto forma di immagini: fotografie e filmati; mentre le donne sono maggiormente attratte da contenuti sessuali in forma verbale, e quindi chat line e letteratura pornografica. Un’altra differenza che si pone tra utenti di sesso maschile e utenti di sesso femminile è la motivazione che spinge gli utenti all’uso di Internet per scopi sessuali: i maschi tendono all’utilizzo spinti più da uno svago senza un fine pratico, mentre per le donne l’utilizzo è finalizzato alla ricerca di un partner nella realtà, off line.

Un altro effetto positivo che Internet ha apportato alla sfera sessuale è quello di consentire a coppie separate dalla distanza di poter condividere momenti intimi mediati dai computer. Per le coppie un altro aspetto positivo è quello di poter ottenere maggiori gratificazioni sessuali, attraverso l’acquisto di sex toys in modi molto meno imbarazzanti che non nelle rivendite tradizionali.

Ma, se le conseguenze positive sono diverse, ancor più numerose e di tipologie differenti sono le conseguenze negative. Tra esse la facilità di acquisto e di vendita di materiale pedopornografico. Non solo però Internet favorisce la diffusione di questi prodotti, ma le chat line forniscono anche un notevole terreno di caccia per pedofili. Molto spesso, infatti, bambini preadolescenti vengono lasciati da soli al computer senza un sufficiente monitoraggio da parte dei genitori. In particolar modo la curiosità per contenuti di tipo sessuale che possono provare utenti di questa fascia d’età può fungere da spinta per continuare contatti con un adulto che si dimostra disponibile (una delle modalità messe in atto dai pedofili per attrarre a loro delle vittime) a soddisfare la loro curiosità. Nella maggior parte dei casi, appunto, i bambini non dichiarano ai propri genitori il fatto di aver avuto questi contatti. In forte aumento è anche il fenomeno della microprostituzione giovanile: utenti minorenni vendono tramite Internet proprie immagini a contenuto sessuale-erotico, sottovalutando le conseguenze negative che questo comportamento può avere sia nel breve che nel lungo termine.

Le conseguenze negative non colpiscono solo utenti minorenni ma anche utenti più adulti in diverse sfere di vita. Un effetto ancor poco studiato, almeno nel contesto italiano, è la diminuita produttività lavorativa, in quanto molti utenti utilizzano la rete per ricercare materiale a contenuto sessuale durante l’orario lavorativo (lo stesso discorso può essere fatto per ciò che riguarda i social network). Una delle conseguenze nocive che ha avuto Internet sulla sfera sessuale è quella di favorire una diffusione delle malattie veneree, sia perché si imitano comportamenti non salutari appresi visualizzando filmati di tipo pornografico, ma anche perché, contattando partner tramite la rete, si ha la percezione di avere famigliarità con una persona che in realtà non si conosce affatto. Sicché, a un incontro sessuale successivo, non si ricorre a quei metodi precauzionali che si sarebbero utilizzati con partner conosciuti diversamente.

Un’ulteriore conseguenza negativa di elevata portata è la dipendenza da contenuti sessuali. Questa dipendenza ha le caratteristiche tipiche di ogni dipendenza, ovvero astinenza e tolleranza. L’astinenza viene evidenziata quando un utente non può connettersi a contenuti sessuali per diverso tempo: ecco, allora, comportamenti quali nervosismo, irritabilità e pensiero focalizzato alla prossima connessione. La tolleranza viene fatta risaltare da comportamenti quali la ricerca di materiale a contenuto sessuale dalle forme sempre più estreme, in quanto l’identico grado di eccitazione non è più raggiungibile con le consuete stimolazioni, ma solo con modalità più intense. La dipendenza reca anche conseguenze sia sul piano fisico, come ad esempio difficoltà visive, irritazioni genitali, sindrome del tunnel carpale, che in altre sfere dell’esistenza, quali le relazioni sociali. In particolar modo si evidenzia una sorta di ritiro sociale, un’autoesclusione dalla vita sociale per rinchiudersi nella realtà virtuale.

Questa situazione psicologica viene definita “cybersexual addiction”. E non ha effetti solamente sull’utente dipendente. Anche il partner subisce ripercussioni negative a livello psicologico. Spesso, infatti, i partner di utenti dipendenti mettono in evidenza vissuti emotivi negativi: perdono la fiducia nel proprio compagno e si sentono svalorizzati e non più attratti dai propri partner. I partner di utenti che mettono in atto tradimenti on line si sentono ancor più traditi che da un’infedeltà avvenuta nella vita reale; mentre, al contrario, l’utente che ha messo in atto il tradimento on line lo avverte come meno grave di un adulterio vero e proprio. L’argomento è di stringente attualità, anche perché pure in Italia il tradimento virtuale può essere una causa di divorzio. Per ciò che riguarda la dipendenza sessuale, sembrerebbe colpire maggiormente gli uomini che le donne, sebbene ci sia da far notare come sia ben più difficile e socialmente meno accettato che una donna abbia una dipendenza di tale tipo.

La problematica è tuttora fonte di discussione e se dapprima veniva visto da molti più come un falso problema, il moltiplicarsi di gruppi di autoaiuto, formati da utenti dipendenti, e di centri (due sul territorio italiano) specializzati nella terapia della cybersexual addiction, ne fanno un problema a tutti gli effetti, con la possibilità, sempre più elevata, di far parte delle patologie di nuova generazione che verranno inserite nel prossimo Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).